I neuroni specchio sono neuroni della corteccia cerebrale prefrontale che si attivano sia quando l’animale compie un’azione intenzionale, come per esempio prendere una nocciolina, sia quando vede un altro animale compiere la medesima azione. Sono così chiamati perché rispecchierebbero, nell’animale che osserva, l’azione dell’animale osservato. Questa scoperta fatta dall’équipe del Professor Giacomo Rizzolatti sembra offrire promettenti aperture nelle ricerche sull’empatia, sul controtransfert, e persino sulla fenomenologia autistica.
D’altra parte, la disidentità è la tesi che una persona non è identica a sé stessa sempre e in ogni luogo, ma si diffrange in molteplici replicanti in tempi e spazi differenti. La disidentità si basa sulla teoria dei mondi possibili, che postula l’esistenza, oltre al mondo attuale, di altri mondi in cui ciascun replicante può andare ad abitare, sia in tempi successivi come nell’esempio di san Paolo, sia simultaneamente, come nell’esempio di Dorian Gray. L’immedesimazione, l’empatia, il controtransfert sono rese possibili proprio dalla possibilità di proiettare i propri replicanti dal mondo attuale nel mondo possibile abitato dall’altro.
Nell’incontro tra Giampaolo Lai e Giacomo Rizzolatti ci interrogheremo sulle possibili relazioni tra gli universi cui appartengono queste due serie di fenomeni eterogenei, i neuroni specchio, ancorati nella biologia, e la disidentità, originata dalla psicologia. Si tratta di universi paralleli? Di universi di cui l’uno sia riducibile all’altro? O ancora di universi in cui i fenomeni dell’uno sopravvengono ai fenomeni dell’altro?
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