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Il seminario del 26 maggio 2018: Quell’oggetto ibrido di gesti e di parole


Il seminario di primavera dell'Accademia ha avuto luogo sabato 26 maggio 2018 a Milano, Palazzo Cusani. è stato seguito da una cena sociale per chi lo desiderava

Il tema, anche se il titolo può apparire enigmatico, è l'oggetto tecnico: cioè che cosa diciamo, quali gesti facciamo, per cacciare via l'anima slittata dentro un nostro interlocutore?

L’oggetto ibrido di parola e di gesti è prima di tutto l’intervento del terapeuta il quale, sull’oggetto parola, che rappresenta la sua modalità relazionale originaria pura, innesta l’oggetto del gesto o dell’azione o altri oggetti non verbali, producendo un incrocio, una commistione, una contaminazione, un ibrido appunto. L’esempio è quella della automobile ibrida, che sul motore alimentato a benzina innesta un motore alimentato a elettricità. Un altro esempio è quello del cyborg, che deriva dall’innesto, dal trapianto, su un individuo umano di arti o organi sintetici, allo scopo di estendere le funzioni dell’organismo umano di partenza, come è il caso di una valvola mitralica meccanica. Un altro esempio è quello di Gesù che, slittato dentro il povero barbone, dice: «Vattene, spirito immondo!» e al contempo alza il braccio indicando il punto di fuga. Tornando alla situazione terapeutica, l’oggetto ibrido di gesti e di parole è il modo come il terapeuta cerca di cacciare l’anima estranea slittata dentro il suo paziente.
Il seminario si situa quindi nella continuità con il seminario precedente dedicato allo “Slittamento d’anima”. Gli atti del quale sono pubblicati nella nostra rivista, «Tecniche delle conversazioni», numero 1/18, e sono stati distribuiti gratuitamente ai partecipanti. 

Il dibattito si è svolto diversamente dal solito sotto forma di circoli di conversazione, ciascuno dei quali dedicato a una relazione. Alla fine, i moderatori delle conversazioni hanno riferito il lavoro dei gruppi. Si veda la locandina allegata

Mariapia Bobbioni e Giampaolo Lai 

 






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